L’etichetta ambientale nel packaging
L’etichettatura ambientale degli imballaggi è oggi un elemento fondamentale nel mondo del packaging, sia per motivi normativi che per esigenze di trasparenza verso il consumatore.
L’11 settembre 2020 il Governo ha emanato il decreto legislativo n. 116 che ha reso l’etichettatura ambientale obbligatoria.
Il provvedimento recepisce la Direttiva UE 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti relativi all’imballaggio.
Etichettatura ambientale: di che cosa si tratta?
Già dalla fine degli anni Novanta alcune imprese in Unione Europea, pur non sussistendo l’obbligatorietà, avevano iniziato ad utilizzare l’etichettatura ambientale come indicatore di trasparenza del prodotto.
L’etichetta ambientale consiste in un sistema informativo applicato su tutti gli imballaggi immessi sul mercato italiano per facilitarne:
- Raccolta
- Riutilizzo
- Recupero
- Riciclaggio
Sull’etichetta sono riportate informazioni relative alla composizione degli imballaggi e al loro corretto smaltimento.
Le linee guida sull’argomento sono state fornite dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI).
L’etichettatura ambientale non è solo un obbligo, ma uno strumento che guida il consumatore nelle scelte di smaltimento.
A cosa serve l’etichettatura ambientale
L’etichettatura ambientale degli imballaggi ha una funzione chiara: informare e responsabilizzare.
Permette di:
- Facilitare la raccolta differenziata
- Migliorare il riciclo dei materiali
- Aumentare la trasparenza verso il consumatore
- Rafforzare la fiducia nel brand
Inoltre, contribuisce a raccontare il prodotto e il suo ciclo di vita, diventando uno strumento di comunicazione.
Normativa italiana sull’etichettatura ambientale degli imballaggi
Il decreto legislativo n. 116/2020 ha introdotto l’obbligo di etichettatura ambientale per gli imballaggi.
Nel Decreto “Milleproroghe” (n. 228 del 30 dicembre 2021), all’articolo 11, è stata prevista una proroga al 30 giugno 2022.
È stata inoltre concessa la possibilità di commercializzare prodotti già immessi sul mercato, anche se privi dei nuovi requisiti, fino ad esaurimento scorte.
Oggi l’etichettatura ambientale è un requisito normativo fondamentale per tutte le aziende.
Cosa deve contenere l’etichetta ambientale di un imballaggio
L’etichetta ambientale deve contenere informazioni chiare e utili per il corretto smaltimento.
In particolare:
- Identificazione del materiale (es. carta, plastica, metallo)
- Codifica alfanumerica prevista dalla normativa
- Indicazioni sulla raccolta differenziata
- Eventuali informazioni aggiuntive per il consumatore
Queste informazioni permettono di migliorare l’efficienza del sistema di riciclo.
Dove si deve posizionare l’etichetta ambientale
L’etichettatura ambientale degli imballaggi deve essere facilmente visibile e leggibile.
Può essere posizionata:
- Direttamente sull’imballaggio
- Sull’etichetta prodotto
- Su supporti digitali (QR code o link)
L’importante è che le informazioni siano accessibili al consumatore finale.
Esempi di etichettature ambientali
Un esempio di etichettatura ambientale per imballaggi in cartone può includere:
- Codice identificativo del materiale (es. PAP 20)
- Indicazione “raccolta carta”
- Istruzioni di smaltimento
L’utilizzo di QR code può inoltre arricchire l’esperienza con contenuti digitali e informativi.
Etichettatura ambientale di Schiassi
“La scatola diventa uno stargate attraverso il quale ogni brand può innescare una relazione con le persone”.
Questo il pensiero di Paolo Iabichino, uno dei più noti professionisti del mondo pubblicitario dei nostri tempi, emerso durante la seconda edizione dell’Osservatorio Out of the box realizzato da Glaxi e Nomisma.
La tracciabilità è un aspetto che, come analizzato dal professor Furio Camillo dell’Università di Bologna, responsabile scientifico dell’indagine condotta per Nomisma, migliora il prodotto in modo sostanziale.
Leggendo i dati dell’Osservatorio 2021, infatti, i consumatori hanno evidenziato i benefici della tracciabilità sia dal punto di vista della sicurezza che della conservazione, oltre che in termini di fiducia e credibilità nei confronti del prodotto stesso, essendo disponibili anche a pagare qualche cosa in più pur di poter accedere alla sua storia, al racconto di come è stato realizzato.
In questa ottica, l’etichettatura ambientale diventa uno strumento di storytelling, capace di raccontare il prodotto e il suo ciclo di vita.
È proprio così che pensiamo al packaging in Schiassi, dove offriamo consulenza per soluzioni in cartone ondulato ad alte prestazioni.
Se hai bisogno di consulenza o formazione sull’etichettatura ambientale degli imballaggi, puoi contattarci.